Archivi del mese: giugno 2016

Equivalenza dei fanatismi

sweilRisposta stereotipata dei cattolici quando si evoca in loro presenza il rifiuto del battesimo di Simone Weil: «Ah! l’orgoglio… ».
— In realtà, a indignarsi in loro è la manifestazione dell’orgoglio del noi contrapposto all’orgoglio — vero o presunto — dell’io.
«Ha rifiutato la verità», mi dice qualcuno.
— Credo piuttosto che abbia rifiutato la menzogna di una conversione per cui non era interiormente pronta.
­— «Ha dunque preferito la sua verità alla verità», prosegue il mio interlocutore.
— Ma come posso aderire a la verità sulla base della semplice affermazione di un organismo sociale che pretende di possederla se essa non mi si impone, fosse anche in un lampo, come la mia più alta verità? È l’appello personale di Dio a dover muovere la mia fede, oppure dovrei inchinarmi senza riflettere davanti allo sfoggio delle vostre pretese di infallibilità? A tale riguardo tutti i fanatismi si equivalgono: ciascuno crede di rappresentare l’assoluto ed esige sottomissione incondizionata. Dovrei dunque abbandonarmi, con le mani legate e gli occhi bendati, a chi mi grida più forte, o da più vicino, giacché costui non può ingannarsi? Bisogna riconoscere che su questa via il marxismo si sostituisce magnificamente al cattolicesimo…
E per quale ragione i cattolici, così pronti a spiegare il rifiuto di convertirsi con intenzioni maligne (l’orgoglio invece che la lealtà intellettuale, ad esempio) si astengono dal ricercare i moventi impuri (pigrizia di spirito, bisogno di protezione o di dominio sociale…) che possono dissimularsi in una conversione? La parzialità di un simile atteggiamento fa emergere a pieno giorno la loro idolatria del sociale e del foro esteriore… (C. XXXII. — 29.4.62)

(Gustave Thibon, Parodies et mirages ou la décadence d’un monde chrétien. Notes inédites (1935-1978), Éditions du Rocher, Monaco 2011, pp. 159-160; traduzione redazionale)

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Il temporale e l’eterno

ignoranceetoileeIl temporale e l’eterno nella religione. Bisogna continuamente rompere, allargare o sostituire dighe, serbatoi e canali – ogni apparecchio di conduttura e di distribuzione delle acque fabbricato dall’uomo e rispondente ai bisogni di un’epoca; ma non sarà mai consentito transigere sulla sorgente che viene da Dio. Gli psicologi e gli storicisti non capiranno mai che una Rivelazione che è stata fatta da Dio nel tempo possa non più dipendere dal tempo, che una cosa apparsa subito come un cambiamento sia poi refrattaria al cambiamento – in altri termini, che ciò che è nato abbia la pretesa di non morire, che ciò che ha avuto un prima rifiuti di avere un dopo.

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Librairie Arthème Fayard, 1974, p. 125; traduzione di Antonella Fasoli).

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L’illusione del limite

La rivoluzione sessualeMiti della libertà sessuale, dell’espressione corporea, ecc.  Comprendo assai bene questa reazione contro la morale negativa delle generazioni precedenti, contro le restrizioni abusive  esercitate dal corpo (!) sociale sui corpi degli individui. Il rischio è dimenticare che questi corpi e questi sensi anche se liberati da ogni ostacolo esteriore restano strettamente limitati nelle loro possibilità di espressione e di godimento. Illusione ottica dovuta alla limitazione: si tende sempre a considerare come inesauribile una forza compressa…

(Gustave Thibon, Le voile et le masque,  Fayard, Paris 1985, pp. 192-193; traduzione redazionale)

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Dualità maligne

voilemasqueSfogliato un articolo su «Il rumore, cancro del simbolo». Civiltà decomposta in cui ogni organo è sostituito da un cancro. Lista senza fine:
il moralismo, cancro della virtù;
la licenza, cancro della libertà;
la tirannia, cancro della libertà;
l’erotismo, cancro dell’amore;
la massa, cancro del popolo;
la media, cancro della norma;
la burocrazia, cancro dell’organizzazione;
la moda, cancro del rito;
il progresso, cancro dell’eterno;
il naturismo, cancro dell’amore per la natura;
il culto dell’uomo, cancro della religione.
In questa maniera lo slogan della lotta contro il cancro può estendersi a tutte le zone dell’esistenza. Con questa circostanza aggravante; che, quando si tratta di cancri morali e spirituali, l’ablazione del tumore equivale all’innesto del tumore opposto: «L’elisione dei contrari»: passaggio dal puritanesimo alla licenza, dalla tirannia all’anarchia, ecc.

(Gustave Thibon, Le voile et le masque,  Fayard, Paris 1985, p. 186; traduzione redazionale)

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Instaurare omnia in Christo

cristo_reInstaurare omnia in Christo. — Come conciliare questo col Vangelo del Cristo Re, che nel momento stesso in cui proclama la propria regalità ci avverte che il «suo regno non è di questo mondo»? Ogni azione cristiana nel temporale è a un tempo un’alleanza con la natura, poiché Dio ha creato il mondo, e una sfida alla natura, poiché Dio non è del mondo.

(C. XXVIII. — 28.11.58)

(Gustave Thibon, Parodies et mirages ou la décadence d’un monde chrétien. Notes inédites (1935-1978), Éditions du Rocher, Monaco 2011, p. 154; traduzione redazionale)

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