Archivi del mese: marzo 2016

Il morso sotto la maschera dell’amore

115486549 (1)Lo scrittore cattolico è vincolato alla purezza, vera o falsa. Se conserva in sé qualche odio o qualche invidia, questi sentimenti dovranno dispiegarsi sotto la maschera dell’amore cristiano: non può mordere che in nome di Dio! Da qui quella atmosfera di finta devozione tipica di ogni polemica tra cattolici: non potendo confessare crudamente il proprio risentimento, lo si traveste; tutti cercano una giustificazione divina al proprio rancore, tutti si sentono in obbligo di chiamare eretico il proprio nemico! L’odio qui non ha il diritto di scrollarsi di dosso la veste dell’amore! Tristezza dei falsi devoti, che non possono odiare alla luce del sole!

(Gustave Thibon, Aux ailes de la lettre… Pensées inédites (1932-1982), Éditions du Rocher, Monaco 2006, p. 281)

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L’ultraterritorialità dello spirito

pacifistaoffrefioreasoldatiCredo, come Simone Weil, che la violenza possa annientare lo spirito. L’illusione criminale dei pacifisti consiste nel credere che i valori immateriali siano indipendenti dalla forza — o piuttosto che essi abbiano in sé abbastanza forza per resistere agli assalti dei violenti. — Questo non è vero: tradizioni, civiltà e spiritualità ammirabili sono state distrutte dalla spada. Occorre dunque saper stare al gioco della forza per salvare lo spirito. Le parole «guerra giusta» e «guerra santa» esprimono un tale dovere. — Ma resta il fatto che l’uso della spada profana lo spirito che essa vuole difendere… Così in ogni caso i valori più sacri dell’umanità si trovano minacciati, sia dalla corruzione quando impieghiamo la forza, sia dalla distruzione se rifiutiamo di impiegarla. Questo significa, una volta di più, che la patria dello spirito non risiede sulla terra. (C. XXX. — 23.2.60)

(Gustave Thibon, Parodies et mirages ou la décadence d’un monde chrétien. Notes inédites (1935-1978), Éditions du Rocher, Monaco 2011, p. 136; traduzione redazionale)

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Cecità o abbaglio

sun_light_dazzleLe scelte profonde e definitive non sono mai scelte lucide. La lucidità è una virtù di medio livello. In basso, l’impulso cieco degli appetiti e delle passioni; in alto, l’appello accecante degli dèi. Cecità o abbaglio: non si vede chiaro che a mezza costa…

(Gustave Thibon, Le voile et le masque,  Fayard, Paris 1985, p. 36)

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