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Il muro e il soffitto

thibon3Il muro e il soffitto. Grazie alle innovazioni tecnologiche e alla gestione sempre più perfezionata della propria esistenza temporale, l’uomo sopprimerà forse le barriere che il destino oppone ai suoi appetiti di potenza e di felicità (la malattia, la miseria, l’angoscia, la guerra e, al limite, la morte). Ma non sopprimerà al tempo stesso le possibilità di evasione offerte da queste barriere che non salgono fino al cielo e lo invitano a superare se stesso verso l’alto?
Non stiamo andando incontro, temo, che a una specie di paradiso rasoterra in cui, non incontrando i nostri piedi più alcun ostacolo, le nostre ali non avranno più alcun impiego. Non più muri, ma un soffitto ermetico. Emancipatasi dalle divine possibilità della sventura e della morte, l’umanità striscerà nel suo luogo d’esilio trasformato in patria definitiva. Tutte le pietre dei muri che si opponevano alla nostra marcia si ritroveranno sulla nostra testa per paralizzare il nostro volo.

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1974, p. 125)

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