Archivi categoria: Aforismi

Vita in dimenticanza

Non morire è una cosa. Vivere ne è un’altra. Entriamo in un’era nella quale l’uomo coltiva e moltiplica tutti i mezzi per non morire (medicina, confort, sicurezza, distrazioni) – tutto ciò che permette di dilatare o di puntellare l’esistenza nel tempo, ma non di vivere, dal momento che l’unica sorgente della vita vera sta al di là del tempo e contiene anche la morte nella sua unità. Vediamo spuntare l’ala dubbia e bastarda d’una civiltà in cui la preoccupazione sterilizzante di sfuggire alla morte porterà gli uomini a dimenticare la vita.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 76)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Fondamento divino della morale

Fondamento divino della morale. Non è un uomo chi non ha praticato quelle dure virtù – continenza, economia, perseveranza nello sforzo, ecc. – che consistono nel subordinare il piacere al dovere, il presente all’avvenire, e che assolvono, nell’ordine della psiche, il ruolo degli investimenti nel campo dell’economia politica. Ma non è altro che un uomo chi non sa rinunciare a queste virtù di investimento per ritrovare, di fronte a Dio, la spensieratezza degli uccelli del cielo e dei fiori del campo. Resta il fatto che occorre cominciare dal costruire in noi l’uomo: il possesso di sé è la prima condizione dell’offerta di se stessi. Ed senza dubbio in questo senso che la morale trova la propria giustificazione sovrannaturale.

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1974, p. 124; traduzione redazionale)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Ai «convertiti»

Ai «convertiti». – Non ci si libera da un eccesso passando nell’eccesso contrario. Due errori opposti e successivi non si annullano, si sommano.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 193)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Tradizione e assimilazione

Tradizione e assimilazione. – Il passato, integrato dal presente e filtrato alla luce dell’eterno. Mobilità delle acque, ma fedeltà alla fonte da cui discendono e al mare verso cui si dirigono…

(Gustave Thibon, L’illusion féconde, Fayard, Paris 1995, p. 101; traduzione redazionale)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Eternità o caducità della bellezza

davantiallospecchioA una bella donna. – Tremate davanti al vostro specchio: questa bellezza di cui vi riflette l’immagine non è un vostro bene (nel senso di proprietà): è un dono immeritato della bellezza eterna e, per la vostra anima, un modello del quale dover imitare la grazia e l’armonia. Ma se, orgogliosa di questo dono, ve ne servite come di uno strumento di conquista sarete indegna d’averlo ricevuto. E questa bellezza che oggi rendete vostra complice sarà domani vostro giudice…

(Gustave Thibon, L’illusion féconde, Fayard, Paris 1995, p. 131; traduzione redazionale)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Le due debolezze

boromirLa Chiesa è così debole oggi di fronte agli uomini e agli stati… Come potremmo non prenderne le parti? Ma una cosa è il debole che muore la spada alla mano e gli occhi rivolti verso il cielo, altra cosa è il debole che vive d’indugi, di concessioni, di diplomazia rancida e caduca.

(Gustave Thibon, Parodies et mirages ou la décadence d’un monde chrétien. Notes inédites (1935-1978), Éditions du Rocher, Monaco 2011, p. 144; traduzione redazionale)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

La doppiezza del vizio

cateneDefinizione del vizio: un peccato commesso senza piacere. Occorrerebbe estendere questa formula e distinguere due specie di vizi: i peccati commessi senza piacere e le virtù praticate senza amore.

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1985, p. 38; traduzione redazionale)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Inferno

uomo-fangoInferno  – Questa assemblea di creature di fango, ma di fango indurito al fuoco eterno, e in cui lo statuario divino non può più fare il minimo ritocco. E questo comincia già quaggiù. Guardate quest’uomo «arrivato», questo dominatore e tutti questi peccatori orgogliosi del loro peccato: il loro fango è inflessibile sotto il dito di Dio: può essere spezzato, ma non può essere modellato. Non sognare d’astrarti completamente dal fango, uomo uscito dal limo. Ma che il tuo fango resti malleabile!

(Gistave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1947, p. 81)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Povertà e ricchezza dell’amore umano

uomodonnaricercadioSiamo fatti per il sensibile e per il divino. Pensiamo nello stesso tempo al «calore del seno» e alla pienezza spirituale. Ed è per questo che cadiamo così facilmente nella trappola dell’amore umano. Quando la bellezza sensibile si offre, non possiamo accoglierla come tale, cioè come cosa effimera e limitata, e le chiediamo di estinguere la nostra sete di mistero e d’assoluto. Ed effettivamente, che cosa ci aspettiamo dalla donna, se non un Dio da stringere tra le braccia e baciare sulle labbra, la prova dello spirito per mezzo dei sensi e dell’eterno col tempo – fino all’ora ineluttabile in cui ci accorgiamo che ciò che stringiamo in lei non è Dio, ma il nostro desiderio sviato ed incurabile di Dio? Felici dunque – ed è la sola possibilità di sopravvivere all’amore umano – se scopriamo che quest’essere incapace di dissetarci soffre almeno della stessa sete, e se possiamo associare le nostre due misure in una unica preghiera. Non si tratta di trovare Dio l’uno nell’altro, ma di cercare assieme Dio. La povertà riconosciuta ed accettata attira su di noi la vera ricchezza, ma l’emissione di moneta falsa conduce sempre al fallimento.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 111)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Amor et mors

gustave-thibon1In questo momento dell’amore, ti parlo come se stessi per morire. Perché l’amore, come la morte, ci proietta al di là del tempo e delle ombre che l’abitano. L’amore è «forte come la morte»: come la morte, è il mezzo per cui «l’uomo si eternizza». Ecco perché chi ha amato in verità non ha più paura della morte; è rassicurato da questa parentela misteriosa tra le due grandi forze che dominano il nostro destino: dal momento che l’amore è morto, bisogna pur che la morte sia amore!

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 73)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi