Archivi del mese: agosto 2014

La viltà dei forti

ratzinger_giovannipaoloI deboli pregano, per vivere hanno bisogno di pregare. I forti che non pregano li accusano di vigliaccheria. Ma sono più vili coloro a cui Dio ha fatto credito e che approfittano della riserva loro affidata per isolarsi nel loro orgoglio e ingiuriare Dio. Chi, avendo ricevuto in anticipo i doni della forza e dell’equilibrio e non avendo bisogno di mendicare ogni giorno il pane dell’anima, abusa, senza vergogna, dei doni offerti senza pentimento, dei doni più nobili, ritorce questi doni contro il donatore e attinge alla sua stessa generosità la vile forza della ingratitudine e dell’oblio. L’orgoglio, superficialmente, può anche apparire grandezza e nobiltà; in verità non v’è peggior bassezza dell’orgoglio, perché non v’è peggior ingratitudine. L’uomo più vile è colui che trascura di ringraziare Dio, perché sente che Dio non si pentirà della sua bontà. L’anima nobile prega, e più Dio gli ha concesso la sicurezza e l’autonomia terrestre, tanto più la sua nobiltà si fa umile e sottomessa a Dio; meno la necessità la spinge a pregare, e più la sua fedeltà vuol pregare.

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, Morcelliana, Brescia 1949, p. 52)

2 commenti

Archiviato in Meditazioni

Il tuo amore non ha avuto ancora abbastanza freddo

ghiaccio-soleAll’amante. — Non amo che te. Questo attaccamento è impuro: Dio vuole che io ami tutti gli uomini con lo stesso amore. Tutta la mia natura freme e fa marcia indietro: l’amore universale le pare freddo ed astratto come un cielo d’inverno. Bisognera dunque oscillare sempre tra l’impurità della vita, la limacciosa fecondità dei bassi fondi e la sterile solitudine dei campi innevati? — Il tuo amore non ha avuto ancora abbastanza freddo. Isolati nel silenzio gelido delle vette finché il freddo ti brucerà con un bacio puro come il raggio delle stelle ed ardente come il fuoco. «Questo nulla che si suol chiamare Dio», diceva Tauler. I santi sono coloro che sanno marciare nel nulla fino all’incontro con l’essere e soffrire il freddo fino alla bruciatura.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 114) .

Lascia un commento

Archiviato in Meditazioni

Falso idealismo

ThibonStudioFalso idealismo. — Questo lago paludoso mi ha detto: l’altitudine e il cielo mi abitano. Non scorgi tu in fondo alle mie acque, impresso sul mio limo, il riflesso dei monti e delle stelle? Che bisogno ho di salire? L’amore mendico e debole, ha bisogno dell’illusione. L’amore che dona non teme la verità. Come potrebbe il sole esser deluso dalla miseria dei campi che illumina? Ama dapprima il sole. E potrai amare ogni cosa senza miraggi e senza delusioni…

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, Morcelliana, Brescia 1949, p. 76)

Lascia un commento

Archiviato in Meditazioni

Soffrire non basta

Soffrire non basta. Ci sono dei dolori sterili, ci sono dolori che diminuiscono. Il fuoco purifica, può anche disseccare e indurire.

(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1947, p. 67)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Diritti senza doveri

GUSTAVE THIBON, LE TESTAMENT D'UN GRAND PHILOSOPHE.di Gustave Thibon

(« Studi Cattolici », n. 230-231, aprile-maggio 1980, pp. 273-274)

Non passa quasi giorno in cui gli uomini non scoprano e non proclamino nuovi diritti: diritto al benessere materiale, alla sicurezza, alla libertà, alla salute, alla cultura e così via. Non dimentichiamo, per non omettere la nota comica, anche il diritto alla bellezza, come strombazzava una rivista femminile, o il diritto all’intelligenza proclamato ultimamente da un ministro sudamericano. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Articoli

Non esiste fedeltà senza distacco

le-pain-de-chaque-jour«Desiderare è sinonimo di mangiare, e non si può mangiare senza uccidere» (Lanza del Vasto). Per questa ragione, la fedeltà è negata alla cupidigia: non possiamo restar fedeli a quanto abbiamo mangiato e che non esiste più, ma erriamo di preda in preda. Non esiste fedeltà senza distacco; lo stesso amore che mi fa capace di rinunciare al tuo possesso nell’ora della mia bramosia, m’impedirà di ripudiarti nell’ora della mia stanchezza.

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, Morcelliana, Brescia 1949, p. 16)

1 Commento

Archiviato in Aforismi

Rifugio e liberazione

Flying EagleSimbolismo dell’ala — Serve a covare ed a volare. Ci riscalda sulla terra e ci porta in cielo. Immagine dell’amore divino che ci dà nello stesso tempo la dolcezza dell’intimità e la vertigine dell’altezza. Gesù volle radunare i bambini di Gerusalemme «come una chioccia raduna i pulcini sotto l’ala». E immagine, anche, del grande amore umano che è ad un tempo rifugio e liberazione: è la stessa ala che ripara il nido e conquista lo spazio.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 106).

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Piangi, innalzando gli occhi

Le nostre lacrime son fatte per la terra, i nostri sguardi per il cielo. Piangi, innalzando gli occhi.

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, trad. it., Morcelliana, Brescia 1949, p. 44)

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Perché il matrimonio è indissolubile?

crisimodernamoredi Gustave Thibon

[Da AA.VV., L’amore e il matrimonio, tr. it. Vita e Pensiero, Milano 1955, pp. 85-113]

Non è nostra intenzione esporre qui in tutti i suoi particolari l’insegnamento della teologia cattolica sulla indissolubilità del matrimonio. Supponendo che esso sia noto ai nostri lettori, ci limiteremo a ricordare i principi fondamentali e porremo in evidenza piuttosto l’aspetto psicologico ed «esistenziale» del problema. Su questo argomento come su molti altri il cattolicesimo, che pure possiede una teologia e una morale complete quanto equilibrate, non ha forse fatto quanto era necessario per giustificare i suoi principi sul terreno dell’esperienza psicologica e per rispondere a coloro che gli rimproverano per l’appunto di non tenere in considerazione l’uomo fatto di corpo e d’anima, né le condizioni concrete della sua esistenza. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Saggi

La libertà

gthibondi Gustave Thibon

(4 febbraio 1977)

La parola libertà corrisponde a uno dei bisogni più profondi della natura umana. Ed è forse per questo che essa dà luogo a così tanta confusione e a tanti abusi.
Che cos’è la libertà? Non è l’indipendenza assoluta, poiché noi tutti dipendiamo da qualcuno o qualcosa: dall’aria che respiriamo, dal mestiere che facciamo, dagli esseri che ci circondano e dalla società umana tutta intera con la quale scambiamo quotidianamente dei servizi. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Articoli