Archivi del mese: gennaio 2017

Povertà e ricchezza dell’amore umano

uomodonnaricercadioSiamo fatti per il sensibile e per il divino. Pensiamo nello stesso tempo al «calore del seno» e alla pienezza spirituale. Ed è per questo che cadiamo così facilmente nella trappola dell’amore umano. Quando la bellezza sensibile si offre, non possiamo accoglierla come tale, cioè come cosa effimera e limitata, e le chiediamo di estinguere la nostra sete di mistero e d’assoluto. Ed effettivamente, che cosa ci aspettiamo dalla donna, se non un Dio da stringere tra le braccia e baciare sulle labbra, la prova dello spirito per mezzo dei sensi e dell’eterno col tempo – fino all’ora ineluttabile in cui ci accorgiamo che ciò che stringiamo in lei non è Dio, ma il nostro desiderio sviato ed incurabile di Dio? Felici dunque – ed è la sola possibilità di sopravvivere all’amore umano – se scopriamo che quest’essere incapace di dissetarci soffre almeno della stessa sete, e se possiamo associare le nostre due misure in una unica preghiera. Non si tratta di trovare Dio l’uno nell’altro, ma di cercare assieme Dio. La povertà riconosciuta ed accettata attira su di noi la vera ricchezza, ma l’emissione di moneta falsa conduce sempre al fallimento.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 111)

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Amor et mors

gustave-thibon1In questo momento dell’amore, ti parlo come se stessi per morire. Perché l’amore, come la morte, ci proietta al di là del tempo e delle ombre che l’abitano. L’amore è «forte come la morte»: come la morte, è il mezzo per cui «l’uomo si eternizza». Ecco perché chi ha amato in verità non ha più paura della morte; è rassicurato da questa parentela misteriosa tra le due grandi forze che dominano il nostro destino: dal momento che l’amore è morto, bisogna pur che la morte sia amore!

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 73)

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L’ultima offesa

illusionfecondeUltima offesa a Dio, quella di tremare davanti alla sua giustizia dopo aver disconosciuto il suo amore…

(Gustave Thibon, L’illusion féconde, Fayard, Paris 1995, p. 17; traduzione redazionale)

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Seminare l’amore

campodigranoAi pessimisti. Questa luce ideale che ci permette di constatare che il mondo è malvagio o assurdo è anche lo strumento consegnatoci per rendere il mondo migliore. Soffrendo per la sua assenza, mostri di portare in te il seme di quella perfezione che non trovi attorno a te. E il campo incolto su cui stai camminando non si attende che tu pianga sulla sua cattiva vegetazione, ma che lo dissodi per seminarvi il buon grano. «Dove non c’è amore, metti amore ed otterrai amore».

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1974, p. 28; traduzione redazionale)

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Il privilegio dei santi

mother-teresa«Si metta nei miei panni». Espressione stupida. Come se dipendesse da me di vivere quel che tu vivi, di essere te! Non ci si mette al posto di un altro; si può al massimo esservi messo da circostanze esteriori od interiori che non dipendono dalla volontà. Oppure dalla grazia divina che ci fa penetrare il segreto delle anime. È il privilegio dei santi: essi possono mettersi al posto di chiunque perché non vivono più in loro stessi: la perfetta accettazione esige il vuoto assoluto.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 136)

 

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