Povertà e ricchezza dell’amore umano

uomodonnaricercadioSiamo fatti per il sensibile e per il divino. Pensiamo nello stesso tempo al «calore del seno» e alla pienezza spirituale. Ed è per questo che cadiamo così facilmente nella trappola dell’amore umano. Quando la bellezza sensibile si offre, non possiamo accoglierla come tale, cioè come cosa effimera e limitata, e le chiediamo di estinguere la nostra sete di mistero e d’assoluto. Ed effettivamente, che cosa ci aspettiamo dalla donna, se non un Dio da stringere tra le braccia e baciare sulle labbra, la prova dello spirito per mezzo dei sensi e dell’eterno col tempo – fino all’ora ineluttabile in cui ci accorgiamo che ciò che stringiamo in lei non è Dio, ma il nostro desiderio sviato ed incurabile di Dio? Felici dunque – ed è la sola possibilità di sopravvivere all’amore umano – se scopriamo che quest’essere incapace di dissetarci soffre almeno della stessa sete, e se possiamo associare le nostre due misure in una unica preghiera. Non si tratta di trovare Dio l’uno nell’altro, ma di cercare assieme Dio. La povertà riconosciuta ed accettata attira su di noi la vera ricchezza, ma l’emissione di moneta falsa conduce sempre al fallimento.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971, p. 111)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Aforismi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...