Vera e falsa amicizia

pane-di-ogni-giornoIn augustiis amici apparent (Gli amici si rivelano nelle difficoltà). Direi piuttosto, per i veri amici, in felicitate… L’amico sincero non è colui che sa interessarsi al nostro dolore con pietà, ma colui che sa guardare, senza invidia, la nostra felicità. Gli amici che più ci circondano nei giorni della desolazione sono spesso gli stessi che si inaspriscono e rabbuiano per la nostra felicità. La nostra gioia forma la pietra di paragone della loro pietà. Per tali consolatori, non v’ê peggior delusione della nostra consolazione. Pure l’amicizia è un convivium perfetto. Chi pretende dividere i nostri dolori, dovrebbe anche saper partecipare alle nostre gioie. Ma non condivide il nostro dolore! Questo gli procura una gioia (la sola gioia possibile per l’invidioso è quella di sentirci poveri e vuoti come lui), e la sua compassione apparente non è che una forma molto meschina della gratitudine. Viceversa, la nostra felicità, infrangendo questo rapporto di eguaglianza nel nulla, gli procura un dispiacere e il suo inasprimento, il suo «malocchio», non sono che una manifestazione molto vile del suo rancore.

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, Morcelliana, Brescia 1949, p. 105)

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