Dovere e piacere

maddalena-ai-piedi-della-croceDovere e piacere. – Le persone serie ci insegnano che il dovere conduce a Dio ed il piacere al Diavolo. In realtà – a parte il criterio dell’utilità sociale – gli uomini di dovere non mi sembrano granché più vicini a Dio degli uomini di piacere. Il motivo? Che essi non vedono niente al di là del dovere, così come gli altri non vedono niente al di là del piacere. Ci si attacca al piacere perché il piacere è dolce e facile a cogliersi. Ma allo stesso modo ci si attacca al dovere perché il dovere è amaro e difficile: i sacrifici che esige sono così contrari alla natura che bisogna pur colorarli d’assoluta per aver la forza di compierli (così le madri, per far trangugiare l’olio di fegato di merluzzo ai loro bambini, lo presentano come una panacea: «Bevi se vuoi diventare grande e forte – e tanto peggio per te se non lo bevi!»). Il piacere ed il dovere si volgono in idolatria nella misura in cui chiedono all’uomo, il primo un eccesso di sforzi per staccarsene, ed il secondo altrettanti sforzi eccessivi per rimanervi. Basta amare per sfuggire a questa duplice idolatria: il piacere è vissuto allora come un dono dell’amore, e il dovere come un dono all’amore, ma l’uno e l’altro restano dei mezzi: il fine è l’amore.

(Gustave Thibon, L’uomo maschera di Dio, SEI, Torino 1971,pp. 37-38)

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