L’egoismo dei deboli

parodiesL’equivoco delle società fondate sulla carità, come la Chiesa in generale e, al suo interno, le opere, le associazioni, le comunità, ecc., è che esse attirano fatalmente a sé i rifiuti delle altre società basate sulla competizione dei talenti e delle energie. Gli impotenti, i falliti vi si precipitano dicendo: «dovete accogliermi poiché siete la Città di Dio, la Citta delle anime!» — Tutto andrebbe bene se non vi rientrassero che con la propria anima! Ma essi apportano anche il proprio io, col suo orgoglio e le sue ambizioni — un io che trova in questo clima di carità un’occasione unica per sottrarsi alle aspre selezioni imposte dalla vita normale, e che può infine affermarsi a poco prezzo ammantandosi perfino della dottrina che predica l’oblio dell’io! Così la carità che si esige dai forti funge da paraurti e da ammortizzatore per l’amor proprio dei deboli.

(Gustave Thibon, Parodies et mirages ou la décadence d’un monde chrétien. Notes inédites (1935-1978), Éditions du Rocher, Monaco 2011, pp. 149-150; traduzione redazionale)

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