La sconsideratezza delle “buone intenzioni”

l-ours-et-l-amateur-des-jardinsGli uomini contro l’umano (titolo di un libro di Gabriel Marcel). Si può continuare e parlare degli artisti contro il Bello, degli amanti contro l’amore, dei preti contro Dio, ecc. Tutte le idolatrie agitano la pietra dell’orso* sulla testa dell’idolo. Nell’apostolato religioso in particolare: ciò che facciamo per Dio con troppo fervore umano è fatto in larga misura contro Dio…

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1974, p. 98)

* L’espressione usata da Thibon, pavé de l’ours, è proverbiale e rimanda auna celebre favola di La Fontaine, L’Ours et l’Amateur des Jardins (L’Orso e il Giardiniere). La favola racconta dell’incontro casuale tra un vecchio giardiniere solitario e un orso. Preso dalla paura, il giardiniere invece di scappare decide di agire con astuzia. Fingendosi coraggioso offre così la propria amicizia all’orso, che accetta. Il giardiniere offre ospitalità all’orso, che in cambio gli procura selvaggina e talvolta, quando l’amico riposa, allontana dal suo volto le mosche fastidiose con un grosso ramo. Ma un giorno, per scacciare una mosca più ostinata di altre, l’orso raccoglie una pietra della pavimentazione (pavé) e la scaglia addosso alla mosca per schiacciarla. Così però va a colpire anche il volto del giardiniere, uccidendolo. La morale della favola è che « che un cacciatore non è sempre il miglior ragionatore, e che peggiore d’un leal nemico è un ignorante amico ».

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