Medice, cura te ipsum

gesucadesottolacroceDiscendi dalla tua croce e crederemo in te. Questo grido dei farisei ricade su tutti i latori di eterni messaggi e di doni sacri. — Discendi dalla tua croce! Separati dalla tua debolezza! Fa’ brillare il tuo prestigio! Come potremmo credere nei tuoi doni, vedendoti così povero? — Medice, cura te ipsum, è l’eterno grido dei farisei e la prova della loro eterna miscredenza del dramma di quelli che, nati per dare a tutti, non possono niente per se stessi.

(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1971, p. 89)

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1 Commento

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Una risposta a “Medice, cura te ipsum

  1. Antonella Fasoli

    “Ti basta la mia grazia: la mia potenza infatti si manifesta nella debolezza”. (2Cor 9.) Questa è la riposta del Signore a chi, scegliendo il sacrificio di una pro-esistenza, riceve in cambio dai suoi simili soltanto provocazione, insulti, dileggio e violenza. Nella debolezza della sconfitta, nella rinuncia al “grazie” del mondo viene in soccorso la “grazia” di Dio; e la sua potenza che, catapultandoci al di là delle logiche dell’amore condizionato, retributivo, mendicante di onori, ci innesta nell’Eternità. ESSERE nell’Amore di Dio, rinunciando ad AVERE l’amore degli uomini.

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