L’erotismo contro la sessualità

erotismedi Gustave Thibon

(12 aprile 1974)

Lawrence – l’autore de L’amante di Lady Chatterley, opera poco sospetta di puritanesimo dato che per trent’anni in Inghilterra ne fu proibita la diffusione perché contraria ai buoni costumi – scrive che l’amore tra i sessi, se non si accompagna a una stupefazione reciproca, non è che un volgare affare di sensazioni, cioè ben poca cosa.

Questo giudizio di un esperto in materia assume un valore profetico di fronte al dilagare dell’erotismo teorizzato e praticato che sommerge la nostra epoca.

La stupefazione… Cosa può rimanerne sotto questa valanga d’informazioni brutali seguita a stretto giro di posta da « esercitazioni »? Il sesso a scuola, il sesso nei libri, nei giornali, nelle pubblicità (al ritmo con cui procediamo presto non ci verrà più presentato un articolo di consumo senza accompagnarlo, per renderlo più piccante, a un seminudo femminile…), il sesso in televisione e al cinema, il sesso all’angolo della strada alla maniera dei funghi velenosi attorno a un albero malato, l’apologia delle intemperanze sessuali sotto l’egida rassicurante delle pillola ecc. – una simile combinazione di ampollosità e appiattimento non può che condurre all’indifferenza o al disgusto dinanzi a una delle più profonde realtà dell’esistenza.

Tutti e i veli e i tabù eretti dalle generazioni precedenti svilivano meno il mistero della sessualità di una tale ossessiva ripetizione e di queste monotone esibizioni…

Ne consegue che la sessualità si svaluta quanto più viene ostentata ed esercitata. La licenza di dire e fare tutto le fa perdere in profondità quel che guadagna in superficie. Un prurito generalizzato in cui l’immaginazione gioca un ruolo più ampio della carne si sostituisce al fervore dell’attesa e alla meraviglia della scoperta. Siamo perfino in diritto di domandarci se questa ondata di erotismo non sia l’ultimo spasmo dell’attrazione sessuale agonizzante. Un esempio significativo. Non ho mai avuto il coraggio di addentrarmi in una di quelle immonde e ridicole botteghe che si chiamano sexy-shop, ma poiché le loro porte rimangono sempre abbondantemente spalancate ho potuto osservare dall’esterno la fauna umana chinata sui libri e sulle immagini oscene. Niente di più lugubre: neanche la più piccola traccia di freschezza o di gagliardia su quei visi disperatamente seriosi e concentrati; ci si sarebbe potuti credere all’interno di una di quelle aule studio dove i ragazzi, stufi dell’esame, fanno la muffa o, meglio ancora, in un magazzino di pompe funebri. E di fatto è proprio di un funerale che si tratta: quello dell’amore e perfino dell’autentico desiderio sessuale…

Così, a forza di trattare la sessualità come un volgare oggetto di consumo, con la pubblicità e l’esibizione corrispondenti, essa viene introdotta nel circolo infernale, denunciato da tutti i sociologi, della crescita illimitata. E ciò conduce, secondo la tattica collaudata di ogni strategia di marketing, a suscitare senza posa bisogni sempre più fittizi, i quali, in ragione stessa del loro carattere illusorio, difficilmente si placano in maniera soddisfacente.  Da qui i giochi al rialzo sempre più folli per scuotersi dalla noia, frutto marcio della sazietà.

Considererò a parte il problema dell’educazione sessuale dei fanciulli. Taluni vi vedono un rimedio preventivo contro i pericoli dell’erotismo che li circonda. Io non penso che si debbano lasciare i bambini nell’ignoranza assoluta delle cose del sesso, e meno che mai al giorno d’oggi. Ma, nel vedere come si presenta allo stato attuale questa educazione (ho sotto gli occhi il manuale pubblicato di recente dalle edizioni Hachette) non posso impedirmi di temere i pericoli di una simile prematura vaccinazione.

In primo luogo, quello di una sterilizzazione precoce del sentimento amoroso. Mi spiego. Questo genere di educazione sessuale si rivolge unicamente all’aspetto fisico e fisiologico dell’amore. Essa è « funzionale », per seguire il termine che va di moda. Da qui il rischio, per delle menti riempite anzitempo di immagini e di nozioni troppo precise, di vedersi prosciugare alla fonte di quella stupefazione reciproca di cui parla Lawrence, quella rivelazione accecante dei gesti del corpo che passa attraverso l’ebbrezza dell’anima. Una conoscenza perfetta della meccanica e della chimica della nutrizione aiuta forse a mangiare con più appetito e a meglio digerire? Ed è, allo stesso modo, attraverso la fabbricazione di piccoli tecnici del sesso che prepareremo amanti più ferventi e sposi più fedeli?

Non riesco ad immaginare una positiva educazione sessuale all’infuori dell’educazione globale all’amore. Perché si può passare senza sforzo dall’amore al sesso, ma non si risale dal sesso, così isolato e ipertrofico, verso l’amore. E così, come accade alle cattive monete, l’inflazione galoppante dei segni erotici conduce infallibilmente al fallimento del sesso.

(Titolo originale: L’érotisme contre la sexualité, « Itinéraires »,  n. 185, luglio-agosto 1974; traduzione redazionale)

© Copyright Henri de Lovinfosse, Waasmunster (Belgique)

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2 commenti

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2 risposte a “L’erotismo contro la sessualità

  1. Paragrafo strepitoso.

    Grazie per averlo condiviso.

    Liked by 1 persona

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