L’amore e il figlio

cequedieuauniNon bisogna che il nostro amore abbia delle conseguenze – hanno mormorato nel segreto della loro anima questi due sposi, non bisogna che lasci tracce, bisogna che sia come non fosse. Ed effettivamente non è! Se un figlio ne risultasse ciò contraddirebbe questo nulla in cui la nostra «unione» si sente così a suo agio; sembrerebbe che noi ci siamo amati, che qualche cosa di reale è avvenuto fra noi. Come sopportare che una cosa così solida, così vera esca dal contatto delle nostre epidermidi e dei nostri sogni? E che dunque? Il vento che domani soffierà non porterebbe via tutto questo? I nostri baci diventerebbero carne e anima – da questa maschera che è il nostro amore, uscirebbe un volto?
L’attitudine delle coppie senza amore, che rifiutano il figlio, è perfettamente normale; questo figlio possibile, essi lo sentono non soltanto ingombrante, ma assurdo. Un amore che ha il nulla come essenza, rifiuta logicamente di avere l’essere come risultato.

(Gustave Thibon, Quel che Dio ha unito. Saggio sull’amore, Società Editrice Siciliana, Mazara del Vallo [Trapani] 1947, pp. 190-191)

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